Era un tranquillo pomeriggio di sette anni fa. Silenzio nella gande hall dell’Hotel Monaco e Quisisana di Jesolo. Io dietro in bancone rinchiusa nella divisa dell’albergo che stavo controllando i conti del giorno. I clienti tutti in spiaggia a divertirsi. Era un pomeriggio di sole e sentivo in lontanaza gli schiamazzi dei bambini felici e spensierati.
Alll’improvviso ho sentito dei passi di corsa, pensavo fosse il solito cliente che correva in bagno, capitava molto spesso e invece mi passa accanto e prima di imboccare il corridoio mi die: “Hanno bombardato l’America.!”
Non ho capito subito il messaggio e come potevo era talmente sconvolgente che era impossibile capirlo, così al volo. Ricordo che ho attraversato il corridoio e sono andata a vedere la tv.
Quello che si presentò ai miei occhi era orrendo. Non potevo crederci, sembrava un filmo, uno scherzo di cattivo gusto e invece il barista mi ha detto che era tutto vero. Ho guardato il cliente ed ho capito che non stavano scherzando.
Appena arrivò il direttore chiesi di poter andare in pausa, andai al bar e lì vidi il crollo della seconda torre, uno shock tremendo, una cosa che la mia mente non voleva registrare.
Quando uscii la sera alle undici dall’albergo era buoi, la prima cosa che feci è volgere lo sguardo verso l’Aeroporto di Venezia che mi aspettavo di vedere in fiamme, ma fortunatamente non fu così.
La cappa che avvertivo nell’aria era tremenda, una situazione così irreale che pesava al cuore.
Non potrò mai scordarlo.
Riposate in pace
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